Per la tintoria

Il gestionale per la tintoria

Una tintoria non ha il problema del volume: ha il problema del tempo. I capi restano dentro giorni, passano per più mani e su ognuno c'è una promessa da ricordare. Girocapi tiene scritto quello che oggi sta in testa a chi era al banco.

Cosa cambia

Quattro cose che il quaderno non regge

Nessuna di queste è un difetto di chi lavora: sono i limiti di uno strumento che sa scrivere e non sa cercare.

«Quel capo lì, com'è andata?»

Una smacchiatura si prova, non si garantisce. Chi l'ha accettata lo ha spiegato al cliente, e tre giorni dopo al banco c'è un'altra persona che non c'era. Sull'ordine resta scritto cosa è stato chiesto e cosa è stato promesso: chi risponde legge, invece di indovinare o di andare a cercare in laboratorio.

Lavorazioni che si accavallano

Una tintura in tinozza e un rammendo non finiscono lo stesso giorno, e non è detto che siano cominciati nello stesso ordine in cui sono entrati. Sulla board ogni capo sta nella sua colonna: si vede in un colpo quanti sono fermi in lavorazione e da quanto, senza aprire niente.

Il capo che nessuno ritira

Nelle lavorazioni lunghe il cliente si dimentica: passa dopo tre settimane, o non passa. L'ordine resta in «Pronto» finché non lo ritira davvero, e la lista di chi non è ancora passato è una schermata, non un giro fra le stampelle.

Il conto che si fa alla fine

Su una riparazione il prezzo si decide quando si vede il capo, non da listino. Il prezzo si scrive sull'ordine al momento dell'accettazione e resta lì: al ritiro nessuno deve ricostruire cosa era stato detto, e il pagamento si segna quando avviene.

Come funziona

Lo stesso giro delle lavanderie, con tempi diversi

Il programma non ha una versione per tintorie e una per lavanderie: gli stati sono gli stessi cinque — ricevuto, da lavorare, in lavorazione, pronto, consegnato — e quello che cambia è quanto un capo resta dentro ognuno. In una lavanderia ad acqua «in lavorazione» dura mezza giornata; su una tintura dura una settimana, e per questo la board mostra da quanto tempo ogni ordine è fermo dov'è.

Il listino lo scrivi tu, con i nomi che usi davvero: se il tuo servizio si chiama «smacchiatura a campione» si chiama così anche a schermo. Non c'è un catalogo standard da adattare, e non c'è un modulo da comprare a parte per le lavorazioni sartoriali.

Ogni capo esce dal banco con la sua etichetta e il suo codice QR: in laboratorio si legge col telefono e si apre l'ordine, con dentro il servizio richiesto e la data promessa. È il pezzo che sulle lavorazioni lunghe conta di più, perché è l'unico che resta attaccato al capo anche quando il capo cambia stanza.

Detto onestamente

Cosa non fa

  • Non gestisce il magazzino dei prodotti chimici né il consumo per lavaggio. Tiene il giro dei capi, non quello del solvente.
  • Non emette fatture né scontrini e non parla col registratore di cassa. Segna cosa è stato incassato e cosa no, e il documento lo fa lo strumento che già usi.
  • Non funziona senza internet. Le etichette già stampate sì: il QR è generato sul posto e resta leggibile anche se il laboratorio è offline.

Vediamolo sui tuoi capi

Mezz'ora, con il tuo listino e le tue lavorazioni. Se per la tua tintoria non ha senso, te lo diciamo noi per primi.

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